GOING PUBLIC ’03
Going Public ’03
Politics, Subjects and Places
Going Public
Progetto curato da
aMAZE laboratorio culturale
Idea e direzione artistica
Claudia Zanfi
Co-curator
Marco Scotini
Ente promotore
Provincia di Modena
In collaborazione con
Assessorato alla Cultura di Sassuolo
ATCM – Azienda Trasporti Collettivi e Mobilità S.p.A. – Modena
Evento @ Network Stazioni Ferroviarie
Opening
19, 20, 21 settembre 2003
Workshop e installazioni permanenti nella città
Modena / Sassuolo – Italy
Politics, Subjects and Places
In corrispondenza del Festival della Filosofia 2003, viene proposto l’evento Going Public, un percorso all’interno delle pratiche artistiche che hanno fatto dell’interpretazione del territorio, del sociale e del politico la loro materia prima.
Ideato dal Laboratorio Culturale aMAZE e curato da Marco Scotini e Claudia Zanfi, l’evento ospiterà progetti collettivi e nomi di autori provenienti da diverse realtà internazionali, da Bogotà a Cuba, dall’Austria alla Grecia, presentate in Italia per la prima volta con progetti ideati appositamente per l’occasione.
Going Public è una piattaforma mobile e aperta, che si istituirà come una rete di produzione, riflessione e scambio nelle stazioni di Modena e Sassuolo, lungo l’intero network ferroviario provinciale, a partire dal 19 settembre 2003.
L’esposizione intende sviluppare un’attitudine di intervento nel sociale e nelle maglie più nascoste delle politiche pubbliche, delle pratiche dal basso, dell’attivismo popolare, del nomadismo, degli attuali insediamenti precari e temporanei.
In sostanza, il progetto si propone come una sorta di display sulle nuove mobilità tra spazi e soggetti, in un paesaggio che risulta sempre più in trasformazione.
Alcuni tra i migliori artisti che oggi lavorano a contatto con il sociale hanno scelto per l’evento luoghi di transito e di comunicazione, minoranze e memorie locali come proprio campo di azione:
Los Carpinteros
Maria Papadimitriou
Colectivo Cambalache
Raimond Chaves + Gilda Mantilla
Rainer Ganahl
Gianni Motti
Multiplicity
Nato in rapporto al Festival di Filosofia 2003, Going Public – Soggetti, politiche e luoghi sarà anche un luogo di discussione e di riflessione che vedrà la partecipazione di autori quali Jurgen Habermas, Giorgio Agamben, Jacques Derrida e altri filosofi e sociologi.
Per l’occasione sarà pubblicato un volume edito da Silvana Editoriale / Artshow Edizioni, con progetti editoriali di Agamben, Basualdo, Boeri, Detheridge, Pietromarchi, Rodriguez, Scotini, Tzirtzilakis, Virno, Zamudio, Zanfi, oltre a interventi di studiosi e un’ampia sezione di apparati bio-bibliografici.
Artisti e progetti
Los Carpinteros
Alexandro Arrechea, Dagoberto Rodriguez, Marcos Castillo
Vivono e lavorano a L’Avana. Gruppo costituito nel 1990.
La Ciudad Transportable
2000
La Ciudad Transportable è un’installazione urbana, fatta di tende con strutture di alluminio, che simula edifici della città storica e della città industriale.
La Ciudad Transportable è un complesso mobile di figure archetipiche, sintomatico dell’intero lavoro del gruppo cubano. Lo stesso nome, Los Carpinteros, si riferisce direttamente alle tecniche che il gruppo usa abitualmente.
Gli artisti costruiscono e trasformano edifici usando legno e metallo. Le loro sculture-installazioni sono un genere ibrido, un borderline difficile da definire. Il modo manuale di lavorare fa riferimento alla storia delle culture popolari: per questo uniscono i metodi tradizionali di costruzione a un approccio concettuale.
Raimond Chaves e Gilda Mantilla
Raimond Chaves
Bogotà, 1963
Gilda Mantilla
Los Angeles, 1967
Estacion Movil
Raimond Chaves e Gilda Mantilla lavorano sul concetto della mobilità e della socialità attraverso l’ideazione del progetto Estacion Movil.
Si tratta di uno spazio di interazione con il pubblico, un luogo mobile di confluenza, ideato per un lavoro di gruppo e di arte pubblica.
Estacion Movil comprende diversi dispositivi, che vanno da sessioni di disegno e ritratti fotografici della gente coinvolta, a racconti orali poi trascritti sul periodo “Hangueando”, hanging around, gironzolare, raccolta di materiali sulla memoria di ciascun partecipante, fino a gare di ballo e di canto.
Estacion Movil nasce per la gente e con la gente, per rendere cose della vita quotidiana “stupefacenti e destabilizzanti”.
Il progetto, che si modifica e rinnova ogni volta, è stato presentato al Centro Culturale di Lima e alla Biennale di Venecia a Bogotà.
Gilda Mantilla rappresenta il Perù nel Padiglione Latino Americano della 50ª Biennale di Venezia.
Maria Papadimitriou
Atene, 1957
Fin dall’origine del suo lavoro, Maria Papadimitriou è stata attratta dalla località di Avliza, un’area abbandonata nella parte occidentale di Atene usata come insediamento provvisorio dalle popolazioni migranti.
Maria Papadimitriou è stata attratta dalle dinamiche di mobilità dell’area come topografia emotiva.
Così, nel 1998, Papadimitriou ha cominciato a riflettere sul nomadismo e ha costruito un progetto in progress e collettivo denominato Tama – Temporary Autonomous Museum for All.
La parola “Tama” in greco significa offerta religiosa. Il progetto include architetti, sociologi, musicisti, persone locali e artisti che vedono Papadimitriou come coordinatore.
Rainer Ganahl
Nato a Bludenz, Austria
Vive a New York
Rainer Ganahl rivolge la sua attenzione alle lingue straniere, nelle quali trova una complessa realtà strettamente connessa all’identità, all’origine sociale, etnica e geografica, al pensiero e alla memoria.
Gli immigrati sono il soggetto privilegiato dei suoi video-ritratti e delle sue video-interviste, quando si tratta di documentare ed esplorare contesti sociali complessi.
Per questo la pratica artistica di Rainer Ganahl è rivolta ad apprendere tutte le lingue dell’umanità, in una sorta di poliglottismo come unica condizione dell’abitare sociale.
Importanti restano le sue letture, nelle varie lingue, di testi capitali, come il rileggere Marx o Gramsci.
Gianni Motti
Sondrio, 1958
Vive a Berlino e Ginevra
Gianni Motti si colloca al confine tra il situazionista e l’attivista, facendo della mobilità della propria identità, rinnegando e liberandosi dai ruoli prestabiliti, la chiave di accesso ai riti urbani e collettivi, come conferenze pubbliche, cortei, campagne elettorali e operazioni pubblicitarie.
Campione di infiltrazioni, Gianni Motti si è introdotto, per esempio, all’ONU di Ginevra e ha occupato il posto lasciato vuoto dal delegato indonesiano per prendere la parola in suo nome.
In tempi più recenti, si è disperso nella moltitudine di un intero popolo come portavoce reale della causa curda.
Franco Vaccari
Film, video e mostre
Franco Vaccari: film sperimentali
Libreria Rinascita, Modena, 1968
Experimentalni filmovi
Bitef, Galerija 2I2, Belgrado, 1968
Cinema italiano indipendente
Club Nuovo Teatro, Milano, 1969
Film di Gianfranco Brebbia, Sirio Luginbuhl, Franco Vaccari
Galleria Paolo Barozzi, Venezia, 1970
La placenta azzurra
Galleria Blu, Milano, 1970
TRIGON 73
Neue Galerie am Landesmuseum, Graz, 1973
Nuovi media
Centro Documentazione e Ricerche Jabik, Centro Internazionale di Brera, Milano, 1974
Camel Award. Artevideo & Multivision
Rotonda della Besana, Milano, 1975
Rencontre internationale ouverte de video
CAYC, Buenos Aires, 1975
Cinema d’artista e Cinema sperimentale in Italia 1960-1978
Parigi, 1975
Cine qua non, Giornate internazionali di Cinema d’Artista
Cappella di Santa Apollonia, Firenze, 1979
Camere incantate
Palazzo Reale, Milano, 1980
Soffici notti, rassegna di videoarte nel parco
Reggio Emilia, 1983
Memoria del video
PAC, Milano, 1988
Il cinema d’artista in Italia. Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta
Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1991
Cinema oggettivo
Museo d’Arte Contemporanea, Marsiglia, 1995
Pop videoart-videoazioni
Magazzini Generali, Milano, 1998
Gratta e vinci
Artforum Gallery, Merano, 1998
Arte video storica
Casa Furlan, Spilimbergo, Pordenone, 1999
RE-PLAY. International Media Art in Österreich
Generali Foundation, Vienna, 2000
Via Emilia
Corte Ospitale, Rubiera, Reggio Emilia, 2000
MoViE: Modena Video Eventi
Provincia di Modena, Modena, 2001
Fuori schema. Film, video, video installazioni, web 1966-2001
Care of / Viafarini, Milano
Galleria Civica di Modena
Museo Laboratorio Università La Sapienza di Roma
Fuori Schema. Film e Video 1966-2002
Locarno, 56° Festival Internazionale del Film, 2003
Opere video
Underground
1966/67
16 mm, transferred onto video, Black & White, 15′
From basements and lavatory walls, this graffiti is to be taken as a kind of anonymous poetry we sometimes come across.
The Blue Placenta
1968
8 mm, transferred onto video, colour, sound, 10′
Through the montage of different television clips, we are shown the birth of the world out of an initial state of inarticulate chaos, the ensuing triumph of form and order, and lastly the destruction which leads back to the original state.
Windoscope
1969
8 mm, transferred onto video, colour, sound, 2′ 4”
Monuments are monumental because they are solid, still and untouched by the passing of time. However, it takes very little, a coloured paper streamer and a piece of chewing gum, to show that the wind, that is, time, is passing. Especially if the person who sticks the chewing gum to the monuments is a friend who is no longer with us.
Slow Dogs
1971
8 mm, transferred onto video, Black & White and colour, soundtrack taken from “Atom Heart Mother” by Pink Floyd, 12′
Stray dogs filmed in slow motion, interaction between the film camera and the dogs, who clearly feel observed. Observation is always perturbing for the subject.
Feedback
1972
1/2 inch videotape, transferred onto video, Black & White, 12′
Produced by Luciano Giaccari
Two media made to interact: video and Polaroid.
Experiment with Time
1973
1/2 inch videotape, transferred onto video, Black & White, 9′
Even the simplest of subjects, like a walnut moving on a white sheet of paper, does not allow us to memorise its movements. But if this nut is cracked, the moment then becomes irreversible; the direction of time’s arrow is clear.
But if then, unexpectedly, a little worm crawls out of the cracked nut, the question becomes intensely complex because the worm carries its own sense of time which is not comparable to our own.
The Electronic Beggar
1973
Also known as The Means is Power
1/2 inch videotape, transferred onto VHS, Black & White, sound by the artist
Continuous tape used for a video-installation. A man begging for alms is filmed before being replaced by a monitor showing a recording.
On the screen appear the words:
DER BLINDE KOMMT GLEICH
The blind man will be back shortly.
Fragmented Film
1973/76
From pieces of 4-photo strips
I had a poster put up in all the photo booths in Italy saying that I was looking for new faces for a coming film. The film was never made; the work consists of all of the passport-size photos that the aspiring actors left for me in the booths.
This is a film made up of people who have only ever seen their own part of it.
Pylorus
1974
Also known as Marilena Double Face
8 mm, transferred onto video, colour, sound by the artist, 6′
I see a girl in the marketplace. I follow her. She stops to buy some fruit. She chooses a grape. The camera closes in on her mouth as she eats it and follows the grape down as far as the pylorus.
Via Emilia is an Airport
2000
VHS, colour, sound, 16′
Produced by Linea di Confine, Rubiera – Reggio Emilia
Along the Via Emilia, immigrants watch television from their own countries. The prostitutes under the street lights think of their far away homes. The Emilians put aeroplanes in their front yards and dream of escaping.
Hunger for Wind
2001
Installation using video-projection, Synagogue of Trnava, Slovak Republic
After the Jewish community of Trnava disappeared in the Nazi concentration camps, the Synagogue has been used in the last few years to house exhibitions which up until now have been dedicated to the memory of the holocaust.
I kept this in mind when planning my installation, but in the spirit of that strange book in the Bible called Ecclesiastes or Quoelet, which seems to deny all transcendence.
As it says, “…and so all is empty nothingness, and a hunger for wind”. This is where I took the title Hunger for Wind from.
In the preparation of the exhibition, several strange coincidences occurred. For example, it seemed to me to be almost a sign of destiny to find a photo from 1937 of the children of the Talmud school of Trnava.
I had the photo blown up and put it up in the apse of the synagogue, while a video projector projected images of peacocks onto the floor. At night, a floodlight beam, one of those visible from miles away which are used to mark the presence of a night club, shone up into the clouds.
Debora’s Album
2002
VHS, colour, sound
Colectivo Cambalache
Carolina Caycedo, Federico Guzmán, Raimond Chaves
El Colectivo Cambalache inizia nel 1998, nelle strade di Bogotà, realizzando attività artistiche di indole sociale, tra le quali predomina il Museo de la Calle.
Dopo alcuni anni di attività, El Veloz, il carretto mobile del museo, ha percorso l’intera Bogotá e si è spostato nel mondo, realizzando incontri e scambi di oggetti per un interscambio interoceanico.
Il progetto Museo de la Calle mostra, alla maniera di un mercatino di cianfrusaglie, come il processo di circolazione delle merci ridescriva le relazioni umane e sociali in uno spazio urbano.
El Cambalache è una pratica inscritta all’interno delle economie informali che fioriscono spontaneamente nelle città, e si interroga sul valore assoluto degli oggetti, proponendo una forma di interscambio non monetario.
Un interscambio in cui il valore non viene assegnato dal potere economico, ma dal valore nel coinvolgimento dei medesimi partecipanti allo scambio.
Multiplicity
Stefano Boeri, Maddalena Bregani, Francisca Insulza, Francesco Jodice, Giovanni La Varra, John Palmesino
Multiplicity è un’agenzia di ricerca territoriale con sede a Milano.
L’agenzia realizza progetti in differenti parti del mondo utilizzando molte strategie di indagine, analisi e rappresentazione.
Multiplicity è una rete in continua trasformazione attivata nei diversi luoghi di indagine. Al momento la rete conta circa 80 ricercatori coinvolti in 5 progetti principali.
La rete è formata da architetti, geografi, artisti, urbanisti, fotografi, sociologi, economisti, cineasti, ecc.
Multiplicity progetta e realizza installazioni, strategie di intervento, laboratori di ricerca territoriale e libri sui processi di trasformazione della condizione urbana contemporanea.
Multiplicity indaga lo spazio abitato, ricercando le tracce lasciate dai nuovi comportamenti sociali nello spazio materiale.
Tra i recenti progetti:
USE – Uncertain States of Europe
Bordeaux, Bruxelles, Tokyo
Tokyo Voids
Perth International Arts Festival 2002
USE – Dentro la Città Europa
Milano
Solid Sea
Documenta 11, Kassel, 2002
Tra le pubblicazioni:
Mutations
Barcellona: ACTAR, 2000
Mutations
Tokyo: TNProbe, 2001
USE – Uncertain States of Europe
In pubblicazione, Milano: Skira, 2002









